
Al Beato don Carlo Gnocchi, il padre dei mutilatini, il sacerdote che dedicò la sua vita agli orfani e agli invalidi, è stata dedicata la nuova sezione provinciale di Vibo Valentia dell’ASIT, Associazione Sud Italia Trapiantati, che ha visto la luce in un incontro tra i vari membri nella sala riunioni del CSV vibonese nei giorni scorsi. Un direttivo di tutto rispetto con un presidente come l’energica ed eclettica Stella Pagano, non nuova a questo tipo di problematiche sociali, coadiuvata nel suo nuovo compito da persone con uno spiccato senso del sociale e provenienti tutti dal mondo del volontariato, che lavorano già sul territorio tra associazionismo e scuola, come la vicepresidente Carmensissi Malferà, la segretaria Eleonora Rombolà, il tesoriere Roberto Garzulli e i consiglieri Anna Maria Primerano, Mariangela Messina, e il testimonial del gruppo, Francesco La Gamba. La presidente annuncia che: < il racconto di vita di un trapiantato particolare arricchisce la giornata pensata per promuovere la cultura della donazione degli organi che già il direttivo appena costituitosi vorrebbe programmare per giorno 30 gennaio, come segno della fattiva operatività della neo associazione sul territorio. Questo come primo obiettivo. Per dar vita poi alla fattiva realizzazione di un Centro della Fondazione Don Gnocchi sul territorio vibonese, dove poter accogliere, curare e assistere pazienti con ogni forma di disabilità, che necessitano di interventi riabilitativi di carattere ortopedico, neurologico, cardiologico, respiratorio, anziani non autosufficienti, malati oncologici in fase terminale e pazienti in stato vegetativo persistente. Inoltre la sezione vibonese aderisce al Forum Nazionale che raccoglie Associazioni di Trapiantati d’organo, Nefropatici, Dializzati, ed Associazioni di volontariato che, sia pure con individualità diverse, si prefiggono attraverso uno statuto comune di affrontare insieme i problemi sociali e sanitari relativi ai pazienti in attesa di trapianto o trapiantati, acquistando così maggiore forza rappresentativa presso gli organismi istituzionali, raccogliendo altresì le richieste di volontà della donazione degli organi da far confluire al Centro Nazionale Trapianti (cosa unica in Calabria tipica proprio dell’Asit), oltre che a collaborare assiduamente con lo sportello dell’Asp vibonese destinato a tale compito. Il Beato Don Gnocchi è l´antesignano della donazione d´organi nel nostro Paese. Nel 1956 non esisteva ancora una legislazione che consentisse la donazione. Cesare Galeazzi, sfidando la legge, esaudisce le ultime volontà di don Gnocchi che desiderava donare le cornee ai suoi bambini. Riacquistarono così la vista Silvio e Amabile Battistello. Un fulgido esempio di come donare compie il miracolo della vita. L´Asit regionale con sede a Cosenza presieduta dalla super attiva Rosanna Macchia Piemonte, seguita dalle nuove sezioni di Vibo Valentia e di Reggio Calabria, si impegna a diffondere la cultura della donazione degli organi e sensibilizzare l´opinione pubblica sul tema del trapianto e sui problemi etici ad esso connessi. Favorisce l´aggiornamento e la ricerca clinica istituendo borse di studio per i professionisti del settore. Da ben sedici anni organizza giornate dedicate alla donazione e ai trapianti, durante le quali si hanno incontri pubblici di discussione molto seguiti e partecipati, concorsi scolastici, punti informativi, esperienze e testimonianze sull´importanza del donare. Ogni anno in Italia migliaia di persone sono colpite da gravi malattie agli organi vitali e per molti il trapianto rappresenta l´unica speranza. Nessun dono costa meno al donatore e offre a chi lo riceve un beneficio maggiore. Donare gli organi è un modo per andare oltre la vita. Non esistono ragioni filosofiche, etiche o ancestrali tali da sminuire il valore che ha in sé quest´atto d´amore. Trasferire gli organi da un corpo che finisce il suo ciclo vitale, ad uno che può continuare a vivere non è più un miracolo, ma una straordinaria opportunità che la scienza offre. Ma la scienza ha bisogno dell´attenzione e della solidarietà dei cittadini. Di persone che di fronte a un grande dolore siano capaci di aprirsi agli altri, di accendere una speranza in un´altra famiglia, di calmare un´altra angoscia. Di amare.
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